17/11/2006
Passo*parola
Per che cosa? Per la ricerca scientifica - medica e tecnologica.
Sapevi che devolvere l'8x1000 dell'Irpef con la denuncia dei redditi è obbligatorio?
Sapevi che ci sono ben 22 milioni di persone che non scelgono alcuna opzione poichè non desiderano destinare quei soldi ne' allo Stato ne' ad alcuna confessione religiosa?
Eppure solo pochi sanno che i soldi di quelli che non scelgono (oltre il 60% dei contribuenti!) vengono comunque presi e distribuiti proporzionalmente tra lo Stato e le varie confessioni religiose, sebbene il contribuente non abbia effettuato scelte.
Non sarebbe un'idea intelligente dare la possibilità a quei 22 milioni di persone di decidere se devolvere l'8x1000 alla Ricerca scientifica?
E' in atto una petizione (non partitica e non politica) per raccogliere le firme da portare in Parlamento per una proposta di legge di iniziativa popolare volta allo scopo.
E' gratis e basta una firma online...
Se hai due minuti clicca qui e dai un'occhiata...e magari, se l'idea ti piace, aderisci e passa parola.
Il promotore è persona seria ed il tutto è facilmente verificabile.
17:35
Scritto da: gilraenvaldamir
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04/11/2005
Storia d'oro e d'oricalco. Ritorno ad Atlantide
Il Portale si è schiuso in un deliquio aureo, conflagrando silenziosamente in una miriade di frammenti sfolgoranti, luminose briciole d'eternità dai colori divini.
Tutto intorno a noi fluisce un continuum caleidoscopico e vertiginoso di sensazioni: passato, presente e futuro non sono che nomi, punti di vista, coordinate soggettive sul tavoliere senza fine del Tempo.
Avvertiamo la nostra essenza sciogliersi in quel mare prima di essere ricomposta altrove nello spazio-tempo.
Tutto intorno a noi irradia una luce pura che ci sbalza dolcemente dall'altra parte, in un battito d'ali lungo diecimila anni ed un considerevole numero di miglia terrestri. Ad Atlantide.
Il nostro mentore è lì ad accoglierci.
Ci ha scelti. Ci è apparso nel delirio onirico delle notti insonni. Ci ha guidati fino al Portale.
Il nostro mentore, l' Amico, il Saggio, ci tende le braccia e ci offre un sorriso confortante.
Siamo ancora confusi ma lui ci dà il benvenuto e ci rasserena per l' ovvietà di quello sbigottimento comprensibile.
Improvvisamente una raffica di realtà ci colpisce alla bocca dello stomaco: siamo sull'ultimo e più alto dei cerchi concentrici fortificati, il cuore pulsante della più grande civiltà perduta: la Cittadella di Atlantide.
Un trionfo di architetture ardite e cupole di oricalco offre melodie squisite al passaggio dei venti, mentre la luce che prelude al crepuscolo guizza docile in frammentati riflessi color zafferano. Ne siamo rapiti.
Il Saggio ci parla nella testa, tanto che crediamo di udire la nostra lingua. Ne comprendiamo la necessità ma l'esperienza è sconcertante, tanto che coaguliamo tutta l'attenzione sulla torque d'oro di squisita fattura che indossa per non vacillare.
Intanto la sua veste cangia continuamente e si riflette nei nostri occhi stupiti...Impalpabile come una ragnatela, forte come uno scudo e morbida come uno sbuffo traslucido di nubi al vespro, vira ora al giallo-cromo, ora ad un colore liquido, biondo brunito screziato di rosso.
Il Saggio sembra avvolto di luce, ma siamo ragionevolmente sicuri che la luce emani da dentro e questo, stranamente, ci terrorizza.
Ci legge ancora nei pensieri e ride con dolcezza. Per lui è normale, dice, è per questo che gli uomini di Atlantide vivono tanto a lungo; perché non hanno perso il contatto con le energie della Terra, perché ricordano la natura divina dell'Uomo e perché hanno imparato a rigenerare il corpo fisico in armonia con gli altri corpi energetici.
Non capiamo del tutto le sue parole ma un seme di certezza si insedia profondamente nei nostri cuori e lì lo lasciamo germinare in pace.
A proposito, il nostro anfitrione si chiama Sophus. O meglio, lo chiamiamo così perché il suo nome è impronunciabile. Come dobbiamo sembrargli vecchi e stanchi, noi, che abbiamo meno di un terzo delle sue primavere. Ma Sophus percepisce la domanda e scuote il capo...siamo figli della nostra Era e non dobbiamo dolercene perché ci sono motivi precisi che hanno portato a tessere in quel punto preciso del Tempo e dello Spazio i nostri abiti mortali. E' un percorso dell’ anima. Però la nostra razza dovrà cambiare per non essere sopraffatta.
Da chi, chiediamo, già temendo di sapere.
Dal Nemico...è la risposta e un deliquio acuminato di oscure sensazioni suggella i presagi coltivati nei secoli dalla Confraternita.
E' da lui che dovremo guardarci, insiste Sophus, ma le spirali d'odio del nemico viste dalla vetta di tutte le civiltà sembrano volute di un fumo lontano.
Il nostro Maestro ci insegnerà tutto il possibile per vincere definitivamente la Guerra Magica.
Ci sarà molto da apprendere prima che scada il tempo per varcare a ritroso il Portale.
Il successo dimorerà nel Libero Arbitrio e nella nostra capacità di ricordare che cosa eravamo.
Ne siamo coscienti e siamo pronti.
Brividi algidi ci corrono lungo la schiena prima di sciogliersi nell'aria tiepida del crepuscolo intrisa di splendidi auspici.
15:49
Scritto da: gilraenvaldamir
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02/11/2005
PER ILIANETTO
Cara Ilia, purtroppo da molti giorni non riesco più a commentare i tuoi post.
Quando accedo alla funzione commenta si apre una finestra di Tiscali. Inspiegabilmente.
L'assistenza di Virgilio ovviamente latita.
Non so proprio che farci ma sono furiosa.
Ciao!
12:16
Scritto da: gilraenvaldamir
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