<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" href="/rss20.xsl" media="screen"?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
<channel>
<atom:link href="http://gilraen.myblog.it/index.rss" rel="self" type="application/rss+xml" />
<title>Umanità...</title>
<description>...ed altre rarità di cui parlare, trovate lungo il cammino...</description>
<link>http://gilraen.myblog.it/</link>
<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 04:05:54 +0100</lastBuildDate>
<generator>myblog.it</generator>
<copyright>All Rights Reserved</copyright>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://gilraen.myblog.it/archive/2006/11/17/passo-parola.html</guid>
<title>Passo*parola</title>
<link>http://gilraen.myblog.it/archive/2006/11/17/passo-parola.html</link>
<author>noreply@myblog.it (gilraenvaldamir)</author>
<category>Sociale</category>
<pubDate>Fri, 17 Nov 2006 17:35:05 +0100</pubDate>
<description>
Per che cosa? Per la ricerca scientifica - medica e tecnologica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.med.unifi.it/didonline/Anno-V/spec-medchirIV/otorino/microscopio.jpe&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;140&quot; height=&quot;223&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sapevi che &lt;strong&gt;devolvere l&amp;#39;8x1000 dell&amp;#39;Irpef con la denuncia dei redditi è obbligatorio&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Sapevi che ci sono ben 22 milioni di persone che non scelgono alcuna opzione poichè non desiderano destinare quei soldi ne&amp;#39; allo Stato ne&amp;#39; ad alcuna confessione religiosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure solo pochi sanno che i soldi di quelli che non scelgono (oltre il 60% dei contribuenti!) vengono comunque presi e distribuiti proporzionalmente tra lo Stato e le varie confessioni religiose, sebbene il contribuente non abbia effettuato scelte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.inwebadriatico.it/soldi.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;164&quot; height=&quot;151&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non sarebbe un&amp;#39;idea intelligente dare la possibilità a quei 22 milioni di persone di decidere se devolvere l&amp;#39;8x1000 alla Ricerca scientifica?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E&amp;#39; in atto una petizione (non partitica e non politica) per raccogliere le firme da portare in Parlamento per una proposta di legge di iniziativa popolare volta allo scopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.comunitazione.it/img/scrivere.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;107&quot; height=&quot;121&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E&amp;#39; gratis e basta una firma online...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se hai due minuti &lt;a href=&quot;http://www.clubfattinostri.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;clicca qui&lt;/a&gt; e dai un&amp;#39;occhiata...e magari, se l&amp;#39;idea ti piace, aderisci e passa parola. &lt;br /&gt;Il promotore è persona seria ed il tutto è facilmente verificabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://gilraen.myblog.it/archive/2005/11/04/storia-d-oro-e-d-oricalco-ritorno-ad-atlantide.html</guid>
<title>Storia d'oro e d'oricalco. Ritorno ad Atlantide</title>
<link>http://gilraen.myblog.it/archive/2005/11/04/storia-d-oro-e-d-oricalco-ritorno-ad-atlantide.html</link>
<author>noreply@myblog.it (gilraenvaldamir)</author>
<category>Sociale</category>
<pubDate>Fri, 04 Nov 2005 15:49:10 +0100</pubDate>
<description>
&lt;img src=&quot;http://www.damanhur.org/time/assets/images/atlan35002.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;250&quot; /&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il Portale si è schiuso in un deliquio aureo, conflagrando silenziosamente in una miriade di frammenti sfolgoranti, luminose briciole d'eternità dai colori divini. &lt;br&gt;Tutto intorno a noi fluisce un continuum caleidoscopico e vertiginoso di sensazioni: passato, presente e futuro non sono che nomi, punti di vista, coordinate soggettive sul tavoliere senza fine del Tempo. &lt;br&gt;Avvertiamo la nostra essenza sciogliersi in quel mare prima di essere ricomposta altrove nello spazio-tempo.&lt;br&gt;Tutto intorno a noi irradia una luce pura che ci sbalza dolcemente dall'altra parte, in un battito d'ali lungo diecimila anni ed un considerevole numero di miglia terrestri. Ad Atlantide.&lt;br&gt;Il nostro mentore è lì ad accoglierci. &lt;br&gt;Ci ha scelti. Ci è apparso nel delirio onirico delle notti insonni. Ci ha guidati fino al Portale.&lt;br&gt;Il nostro mentore, l' Amico, il Saggio, ci tende le braccia e ci offre un sorriso confortante. &lt;br&gt;Siamo ancora confusi ma lui ci dà il benvenuto e ci rasserena per l' ovvietà di quello sbigottimento comprensibile.&lt;br&gt;Improvvisamente una raffica di realtà ci colpisce alla bocca dello stomaco: siamo sull'ultimo e più alto dei cerchi concentrici fortificati, il cuore pulsante della più grande civiltà perduta: la Cittadella di Atlantide.&lt;br&gt;Un trionfo di architetture ardite e cupole di oricalco offre melodie squisite al passaggio dei venti, mentre la luce che prelude al crepuscolo guizza docile in frammentati riflessi color zafferano. Ne siamo rapiti.&lt;br&gt;Il Saggio ci parla nella testa, tanto che crediamo di udire la nostra lingua. Ne comprendiamo la necessità ma l'esperienza è sconcertante, tanto che coaguliamo tutta l'attenzione sulla &lt;i&gt;torque&lt;/i&gt; d'oro di squisita fattura che indossa per non vacillare.&lt;br&gt;Intanto la sua veste cangia continuamente e si riflette nei nostri occhi stupiti...Impalpabile come una ragnatela, forte come uno scudo e morbida come uno sbuffo traslucido di nubi al vespro, vira ora al giallo-cromo,  ora ad un colore liquido, biondo brunito screziato di rosso. &lt;br&gt;Il Saggio sembra avvolto di luce, ma siamo ragionevolmente sicuri che la luce emani da dentro e questo, stranamente, ci terrorizza.&lt;br&gt;Ci legge ancora nei pensieri e ride con dolcezza. Per lui è normale, dice, è per questo che gli uomini di Atlantide vivono tanto a lungo; perché non hanno perso il contatto con le energie della Terra, perché ricordano la natura divina dell'Uomo e perché hanno imparato a rigenerare il corpo fisico in armonia con gli altri corpi energetici. &lt;br&gt;Non capiamo del tutto le sue parole ma un seme di certezza si insedia profondamente nei nostri cuori e lì lo lasciamo germinare in pace. &lt;br&gt;A proposito, il nostro anfitrione si chiama Sophus. O meglio, lo chiamiamo così perché il suo nome è impronunciabile. Come dobbiamo sembrargli vecchi e stanchi, noi, che abbiamo meno di un terzo delle sue primavere. Ma Sophus percepisce la domanda e scuote il capo...siamo figli della nostra Era e non dobbiamo dolercene perché ci sono motivi precisi che hanno portato a tessere in quel punto preciso del Tempo e dello Spazio i nostri abiti mortali. E' un percorso dell’ anima. Però la nostra razza dovrà cambiare per non essere sopraffatta. &lt;br&gt;Da chi, chiediamo, già temendo di sapere. &lt;br&gt;Dal Nemico...è la risposta e un deliquio acuminato di oscure sensazioni suggella i presagi coltivati nei secoli dalla Confraternita. &lt;br&gt;E' da lui che dovremo guardarci, insiste Sophus, ma le spirali d'odio del nemico viste dalla vetta di tutte le civiltà sembrano volute di un fumo lontano. &lt;br&gt;Il nostro Maestro ci insegnerà tutto il possibile per vincere definitivamente la Guerra Magica.&lt;br&gt;Ci sarà molto da apprendere prima che scada il tempo per varcare a ritroso il Portale.&lt;br&gt;Il successo dimorerà nel Libero Arbitrio e nella nostra capacità di ricordare che cosa eravamo.&lt;br&gt;Ne siamo coscienti e siamo pronti.&lt;br&gt;Brividi algidi ci corrono lungo la schiena prima di sciogliersi nell'aria tiepida del crepuscolo intrisa di splendidi auspici.
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://gilraen.myblog.it/archive/2005/11/02/per-ilianetto.html</guid>
<title>PER ILIANETTO</title>
<link>http://gilraen.myblog.it/archive/2005/11/02/per-ilianetto.html</link>
<author>noreply@myblog.it (gilraenvaldamir)</author>
<category>Sociale</category>
<pubDate>Wed, 02 Nov 2005 12:16:58 +0100</pubDate>
<description>
Cara Ilia, purtroppo da molti giorni non riesco più a commentare i tuoi post. &lt;br&gt;Quando accedo alla funzione &lt;u&gt;commenta&lt;/u&gt; si apre una finestra di Tiscali. Inspiegabilmente.&lt;br&gt;L'assistenza di Virgilio ovviamente latita. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Non so proprio che farci ma sono furiosa. &lt;br&gt;Ciao!
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://gilraen.myblog.it/archive/2005/10/26/storia-verde-acido.html</guid>
<title>Storia verde acido</title>
<link>http://gilraen.myblog.it/archive/2005/10/26/storia-verde-acido.html</link>
<author>noreply@myblog.it (gilraenvaldamir)</author>
<category>Sociale</category>
<pubDate>Wed, 26 Oct 2005 18:14:43 +0200</pubDate>
<description>
&lt;img src=&quot;http://www.bibendus.it/images/tutorial/immagine4.jpg&quot; width=200&quot; height=&quot;200&quot; /&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Scoprirsi sempre più infuriata con il mondo è diventa un'abitudine perniciosa e insaziabile, la giustizia un'utopia, l'equilibrio solo uno stato della mente disintossicata dal lavoro, dalla politica, dai rapporti umani e dalla televisione in un limbo onirico e irrealizzabile: chi sta nel mare si bagna. Per forza. &lt;br&gt;Prenderla con filosofia dovrebbe accadere più spesso che mai, ma ormai non è così quasi più. &lt;br&gt;Si coagula tutto dagli spot che ti vorrebbero modella, dal calvinismo insolente dei ricchi che comprano svariate rate del tuo mutuo con un solo vestito, dal potere che logora chi non ce l'ha ma erode chi lo subisce, dalle dita medie del governo che devasta la scuola, che promette ponti e ti lascia conti disfatti mentre sussurra parole di miele.&lt;br&gt;Cade goccia a goccia l'ira funesta che scava la pietra della pazienza, che passa per i piccoli gesti quotidiani, con la quotidiana vittoria del mobbing sui nervi, con il costante trionfo della crisi sul lavoro del compagno, con le oasi di civiltà sempre più rare, l'optional dell'educazione venduto a caro prezzo, i pezzi dei Pink Floyd alla radio uccisi dalle esplosioni cannibali dei figli di papà che giocano al Piccolo Dj, i saluti dai rampanti freschi di arrampicata imputriditi dalla boria ammonticchiata dietro i loro elegantissimi occhialoni D &amp; G, e persino questo blog in cui periscono i messaggi degli amici mentre fioriscono promozioni altrui e l'accapì raccoglie ovvie celebrazioni e meritevoli leccornie con identica, ottusa puntualità.&lt;br&gt;Ed a proposito di gocce, è sempre la goccia a far traboccare il vaso della temperanza caricata dai giorni di sereno soddisfacimento. Mi dispiace, oggi la merce è esaurita e della temperanza neanche l'ombra. Ritenta, sarai più fortunato, come negli incarti degli snack.&lt;br&gt;La temperanza deve essere scappata con il senno del capo che manda all'aria una famiglia per sentirsi ancora giovane con la collaboratrice arrivista.&lt;br&gt;Oppure deve essere defluita con l'educazione del vicino che ti ruba un ombrello da tre euro sul pianerottolo, o polverizzata con quel minimo di decenza che ancora albergava tra i pixel prima che uno spazio ribattezzato servisse per incensare i soliti noti, non meno star dei polli con l'influenza.&lt;br&gt;Te l'ho detto: ritenta, sarai più fortunato. &lt;br&gt;E non buttare il foglio per terra.
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://gilraen.myblog.it/archive/2005/09/02/storia-azzurra.html</guid>
<title>STORIA AZZURRA</title>
<link>http://gilraen.myblog.it/archive/2005/09/02/storia-azzurra.html</link>
<author>noreply@myblog.it (gilraenvaldamir)</author>
<category>Sociale</category>
<pubDate>Fri, 02 Sep 2005 18:19:10 +0200</pubDate>
<description>
Il concorso a cui avevo inviato un racconto più breve (concorso per racconti ultrabrevi) nato da questa bozza è finito. Non ho vinto ma posso mettere di nuovo la Storia azzurra on-line. Ciao a tutti...&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img src= http://imagecache2.allposters.com/images/151/AN8-108.jpg width=400 height=280 &gt;&lt;Br clear=&quot;all&quot;&gt;Giunsero nel paesino un giorno a due terzi di un aprile piovoso e lunatico, il signor Barbaro, la signora Barbaro ed il figlio barbaro. &lt;br&gt;Avevano occhi di un azzurro diverso e atavico, ed ognuno di loro non guardava il mondo, bensì dardeggiava sguardi inquisitori esasperati dal cobalto gelido di quelle iridi affini.&lt;br&gt;La donna, sulla quale ancora si leggevano i fasti di una bellezza giovanile, non doveva ancora essersi abituata a quel declino naturale, tanto che ostinava i capelli in fogge giovanili e stravaganti che inauguravano l’inclemenza del contrasto.&lt;br&gt;L’uomo, più compassato nello stile, di sobrio aveva tutto tranne il fracasso di un maglione a buon mercato che ben si sposava con baffetti intonsi dai riflessi rossicci, assisi sulla sottigliezza solitaria del labbro superiore..&lt;br&gt;Si parlavano addosso. Tutti quanti. Ma niente era più molesto del silenzio pernicioso del figlio.&lt;br&gt;Dall’apparente età di diciotto anni, era una vera acquacheta.&lt;br&gt;Non aveva mai legato con i coetanei della cittadina ed aveva il costante sguardo di tralice di chi emette sentenze regali dall’alto di uno scranno.&lt;br&gt;Parlava poco, con sporadici sbotti di frasi con le quali zittiva magneticamente  il baccano corposo e inutile del padre e della madre.&lt;br&gt;I suoi occhi erano i più strani ed i più gelidi di tutti. Quando si posavano su qualcuno davano una subitanea impressione di uno spiffero di ghiaccio maligno, e quell’azzurro inedito sembrava di un altro mondo, cosa che non gli fece acquistare mai neppure una simpatia. &lt;br&gt;Di fronte alla sua presenza da ombra orfana, le ragazze cambiavano lato del marciapiede quando lo incrociavano, i ribaldi abbassavano lo sguardo fingendosi occupati ed i bambini piccoli piangevano immediatamente. &lt;br&gt;Non c’era nulla, nella sua espressione inamovibile, che gi concedesse un appello. &lt;br&gt;Soprattutto quando il gatto bicentenario del sindaco compì lo sforzo di risollevarsi da una pigrizia millenaria e da una leggendaria pinguedine per soffiargli addosso tutto il suo spavento.&lt;br&gt;Fu troppo. &lt;br&gt;Tutto il paese si sollevò come per un sentore demoniaco, sentendosi piovere addosso l'anatema inconscio di quegli occhi azzurri.&lt;br&gt;Naturalmente, come spesso accade, li cacciarono prima di giungere alla sorgente di tanto terrore.&lt;br&gt;E fu così che quelle strane creature lasciarono il paese di notte, portandosi dietro uno strascico elettrico di vento da estremo Nord, mentre i mulinelli d’aria disegnavano spirali di polvere e di foglie marce, sotto la maledizione silenziosa di un bagliore terso e azzurro.
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://gilraen.myblog.it/archive/2005/09/02/rassegnazione.html</guid>
<title>Rassegnazione</title>
<link>http://gilraen.myblog.it/archive/2005/09/02/rassegnazione.html</link>
<author>noreply@myblog.it (gilraenvaldamir)</author>
<category>Sociale</category>
<pubDate>Fri, 02 Sep 2005 09:44:39 +0200</pubDate>
<description>
Dialogo vero tra la mia collega (quella simpatica) ed il marito ferocemente appassionato di cinema, al settimo film cinese con sottotitoli in russo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img src=&quot;http://www.alberodifico.it/adm2003/potiomkin.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;180&quot; /&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Andiamo al cinema?&quot;&lt;br&gt;&quot;Mmm...ma cosa danno?&quot;&lt;br&gt;&quot;Danno...&quot;&lt;br&gt;No, no, non mi dire il titolo tanto non guardo mai i trailers, lo sai...&quot;&lt;br&gt;Ma...&quot;&lt;br&gt;No, dico davvero. Dimmi solo se è da Orso.&quot;&lt;br&gt;No.&quot;&lt;br&gt;Da Palma?&quot;&lt;br&gt;No.&quot;&lt;br&gt;Da Leone?&quot;&lt;br&gt;No.&quot;&lt;br&gt;E' francese?&quot;&lt;br&gt;No.&quot;&lt;br&gt;Vabbe'. Andiamo&quot;&lt;br&gt;
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://gilraen.myblog.it/archive/2005/08/29/certosa-e-beffe-ai-turisti.html</guid>
<title>Certosa e beffe ai turisti</title>
<link>http://gilraen.myblog.it/archive/2005/08/29/certosa-e-beffe-ai-turisti.html</link>
<author>noreply@myblog.it (gilraenvaldamir)</author>
<category>Sociale</category>
<pubDate>Mon, 29 Aug 2005 18:30:09 +0200</pubDate>
<description>
&lt;img src=&quot;http://album.foto.virgilio.it/MmY3NTczNjU3MjczMmY3NjY5NzI3NDc1NjE2YzVmNzU3MzY1NzI3MzJmNjY2Zjc0NmY3MDcyNjU3NjY5NjU3NzJmMzEzNDM2MmY2NzY5NmM3MjYxNjU2ZTQwNzY2OTcyNjc2OTZjNjk2ZjJlNjk3NDJm/medium_306f98d83809e038eeeb26b6a01aeedf/view_foto.php&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;680&quot; height=&quot;480&quot; /&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Memori di una precedente visita risalente ad alcuni anni fa, abbiamo pensato di far visitare la Certosa di Calci (PI) ad una persona di un'altra regione.&lt;br&gt;Non eravamo certi di ritrovare lo stesso distinto signore che ci guidò la volta precedente, e che a partire dall'istante stesso in cui varcammo il cancello fu così prodigo di informazioni da aumentare moltissimo il valore della visita e il desiderio di tornarci, ma certo lo speravamo...&lt;br&gt;Sicuramente – come minimo - confidavamo nel buon livello dell'accoglienza.&lt;br&gt;Invece, al costo di 4 € per una visita guidata (così ci era stato specificato al telefono) abbiamo avuto una persona che ci ha aperto le varie porte della Certosa, portandoci di stanza in stanza, senza tuttavia aprire bocca una sola volta. &lt;br&gt;Quando abbiamo chiesto spiegazioni ci è stato risposto che “se proprio lo desideravamo potevamo chiedere”!&lt;br&gt;E così abbiamo fatto. Giocoforza. E la guida non era certo un'inserviente qualsiasi, bensì una persona che sapeva molte cose, le quali però dovevano essere esplicitamente richieste! &lt;br&gt;Al resto abbiamo supplito con i ricordi della visita precedente (chi era tanto fortunato da averne, s'intende!).&lt;br&gt;Tra le altre cose ricordavamo di aver visitato anche il secondo piano della Certosa, ma pare che adesso non si possa: è stato adibito ad uffici (dell'Università di Pisa)...&lt;br&gt;Trovo tutto questo inaudito. Soprattutto quando una visitatrice ha asserito di essere stata lì l'anno precedente e di aver avuto spiegazioni accurate ed approfondite solo dietro compenso extra alla guida.&lt;br&gt;Infine una piccola chiosa finale: quando c'è un parcheggio gratuito disponibile è buona norma segnalarlo. Una “P” bianca su fondo blu su supporto metallico costa solo pochi euro ed evita ai turisti scarpinate inutili dalla strada sottostante quando la piazzetta (molto piccola) è piena di veicoli.&lt;br&gt;
</description>
</item>
</channel>
</rss>
